Cos’è e perché è così importante il pH intimo? - Vagisil
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Cos’è e perché è così importante il pH intimo?

Il pH intimo (o pH vaginale) può essere un importante indicatore della salute vaginale. L’informazione più diffusa è che il pH vaginale sia tipicamente acido (3,8-4,5). In realtà non è sempre vero e ad entrare in gioco è anche l’età. Infatti, mentre subito dopo la nascita il pH intimo è pari a circa 5, a sei settimane di vita raggiunge un valore circa neutro (7). Il suo valore diminuisce nuovamente dopo la pubertà e, con la menopausa, torna ad aumentare verso valori più vicini al neutro. Il ph Intimo, dal punto di vista pratico, non è altro che è un parametro in grado di indicare l’acidità dell’ambiente vaginale, una caratteristica che può a sua volta dipendere da diversi fattori. Scopriamo di più.

Il pH intimo: da cosa è determinato?

Da cosa è determinato il pH vaginale? Scopriamo quali sono i fattori che entrano in gioco nella regolazione dell’acidità di questo ambiente, così importante per la nostra salute intima.

  • La flora vaginale

    Secondo le prime ipotesi elaborate per giustificare il pH della vagina, l’acidità tipica di questo ambiente sarebbe dovuta alla produzione di acido lattico da parte dei lattobacilli. Oggi, tuttavia, è noto che siano anche altri i batteri in grado di produrre acido lattico, tra cui alcune specie di Atopobium, Megasphaera e Leptotrichia. Tali microbi, inoltre, producono anche altre tipologie di acidi, come l’acido acetico e l’acido linoleico che, insieme, contribuiscono a dar vita al pH vaginale.

  • La mucosa vaginale

    Durante l’età riproduttiva anche la mucosa vaginale è un’importante fonte di acido lattico e il pH vaginale è il risultato della produzione di questa sostanza da parte delle cellule della mucosa e della produzione di acidi da parte della flora batterica vaginale. Il contributo dato dalla mucosa e dai batteri varia da donna a donna.

  • Gli ormoni

    Infine, anche gli ormoni sembrano giocare un ruolo nel determinare il pH vaginale. In particolare, analisi condotte durante l’infanzia, in età adulta e dopo la menopausa hanno svelato che la presenza di estrogeni – gli ormoni femminili per eccellenza – è associata all’acidità del pH intimo.

L’importanza del pH vaginale

Il pH intimo, oltre a influenzare la composizione della flora batterica vaginale, è importante per il normale funzionamento della mucosa della vagina e sembra giocare un ruolo nella comparsa di alcune infezioni intime; per questo la sua misurazione rappresenta un primo strumento utile per valutare la salute intima. Ecco a quali problemi può essere associato e quali microbi, invece, riescono a crescere anche a un pH acido.

  • Vaginosi batteriche

    Si tratta di infezioni da parte di batteri caratterizzate da una diminuzione dei lattobacilli e dal contemporaneo aumento di bacilli in grado di proliferare in assenza di ossigeno, Gardnerella vaginalis e micoplasmi. In caso di vaginosi batterica il pH vaginale aumenta superando il valore di 5 e diventando, quindi, meno acido.

  • Candidosi

    Nonostante si tratti di un’infezione causata da un fungo, la candidosi non è tuttavia associata a variazioni del pH vaginale. A caratterizzarla sono perdite vaginali Come distinguere i diversi tipi di perdite vaginali e prurito intimo.

Come difendere la naturale acidità intima

Diversi fattori possono alterare la naturale acidità intima: l’uso di lavande vaginali, l’assunzione di contraccettivi, la menopausa, indebolimenti del sistema immunitario, lo stress e la stanchezza, così come anche l’attività fisica, indossare biancheria intima sintetica o attillata e la depilazione. Un’igiene intima adeguata può aiutare a difenderla. Scopriamo le caratteristiche che dovrebbe avere un detergente intimo a prova di pH vaginale.

  • Detergere delicatamente

    È un requisito fondamentale per qualsiasi prodotto utilizzato per l’igiene intima. Infatti prodotti troppo aggressivi, così come anche le lavande, possono alterare la flora batterica vaginale e scatenare fastidiose irritazioni. Per questo è meglio utilizzare detergenti intimi che aiutano a lenire e rinfrescare grazie a estratti come quelli di camomilla e di calendula e che a contrastare la comparsa di irritazioni con principi attivi come la vitamina E. Da evitare, invece, profumazioni aggressive, allergeni e parabeni.

  • Rispettare il pH intimo

    Un ingrediente che aiuta a raggiungere questo obiettivo è proprio l’acido lattico, utile per mantenere il pH fisiologico dell’area intima.

  • Favorire la crescita dei batteri “buoni”

    Oggi in commercio sono presenti anche detergenti innovativi contenenti prebiotici, sostanze organiche che aiutano a stimolare la crescita o l’attività dei batteri alleati della salute intima e che possono essere utilizzati come fonte di nutrimento dei microbi che riproducendosi neutralizzano i batteri patogeni. Il loro impiego è particolarmente indicato nelle condizioni in cui la flora batterica “buona” può essere indebolita da fattori come lo stress, l’assunzione di contraccettivi o terapie farmacologiche.

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