COS'È LA CANDIDOSI?

La candidosi vaginale, o più semplicemente candida, è la più comune infezione micotica vaginale e rientra nelle vaginiti infettive, cioè infiammazioni della vagina causate da microrganismi patogeni, che può estendersi anche all’area circostante vulvare (vulvovaginite).

Circa 2/3 di tutte le donne in età fertile hanno avuto almeno un episodio di candidosi vaginale nell’arco della vita che, nel 4-5% dei casi, si trasforma in vaginite ricorrente cronica (se si verifica in più di 3 episodi all’anno), estremamente difficile da controllare e quasi mai curata in via definitiva prima della menopausa¹.

¹ [Fonte: Ministero della Salute]

La candida è causata da funghi, in particolare lieviti (microrganismi formati da un’unica cellula) appartenenti al genere Candida. Si possono individuare almeno 20 specie diverse in grado di causare un’infezione negli esseri umani, ma la più comune in sede vaginale è la Candida albicans.

Normalmente questi lieviti colonizzano diverse aree del nostro organismo, come tratto intestinale, cavo orale e vagina, in forma inoffensiva (spora). Sono considerati dei saprofiti, ovvero dei commensali che si nutrono di materiale organico senza arrecare danno o beneficio all’organismo che li ospita, finché il nostro sistema immunitario riesce a contenerne la proliferazione.

In particolari condizioni, però, si può però verificare il passaggio delle spore nella forma patogena (ifa) seguito da una proliferazione incontrollata del lievito, che porta all’insorgere dell’infezione, associata a un’alterazione del delicato equilibrio della microflora vaginale.

La microflora vaginale è costituita da batteri e funghi che normalmente colonizzano il canale vaginale. Durante la fase fertile della vita di una donna, circa il 90 % della microflora è costituita da lattobacilli (i cosiddetti batteri “buoni”) che con diversi meccanismi, tra cui la sintesi di acido lattico, aiutano a mantenere acido il pH vaginale e a limitare la proliferazione di microrganismi patogeni come la Candida, che attecchisce a pH neutro o alcalino (pH ≥ 7).

C’è un motivo preciso per cui a soffrire di questo disturbo sono soprattutto le donne in età fertile, dalla pubertà alla menopausa, ed è legato al livello più elevato di estrogeni nel trasudato vaginale. La candida infatti si manifesta principalmente a partire dalla pubertà proprio perché gli estrogeni facilitano il suo passaggio dalla forma di spora a quella di ifa.

Normalmente le difese organiche impediscono un’eccessiva riproduzione del microrganismo, ma qualsiasi alterazione dell’equilibrio ospite-terreno (ovvero flora vaginale-vagina) può provocare l’incontrollata proliferazione di questi lieviti, che danno vita a colonie determinando le manifestazioni cliniche (sintomi).

SINTOMI

Il sintomo principale della candidosi vaginale è il prurito intimo, a cui si associano arrossamento (eritema) della vulva e della vagina e, soprattutto in gravidanza, il gonfiore (edema) delle piccole labbra.

Un altro sintomo ricorrente è rappresentato da secrezioni vaginali biancastre (leucorrea) e dense, che a differenza di alcune infezioni batteriche non sono maleodoranti. Queste perdite sono definite “a latte cagliato” o “a ricotta” per la oro caratteristica consistenza, dovuta alla loro composizione di agglomerati di funghi e cellule desquamate.

Possono associarsi anche bruciore e dolore durante i rapporti (dispareunia) e bruciore durante la minzione (disuria) come conseguenza dell’irritazione vulvare e di una eventuale contaminazione uretrale.

Questi sintomi possono essere davvero molto fastidiosi e persistere per diversi giorni.

Inoltre, capita spesso che il prurito locale, se non opportunamente trattato, porti ad escoriazioni da eccessivo grattamento, che possono ulteriormente aggravare la vulvovaginite e ritardare la guarigione.

CAUSE

L’alterazione della microflora fisiologicamente presente a livello vaginale o un indebolimento del sistema immunitario, può provocare l’eccessiva proliferazione della Candida albicans, che diventa quindi patogena, dando luogo ad evidenti lesioni biancastre con prurito e irritazione a livello della vagina.

Il passaggio dalla colonizzazione latente e asintomatica di questi funghi (presente in molti individui sani) ad una infezione sintomatica (candidosi) è favorito dai seguenti fattori predisponenti:

- stile di vita: uso smodato di detergenti intimi, situazioni di stress, uso di assorbenti vaginali, uso di dispositivi intrauterini, abiti stretti e biancheria intima sintetica, alimentazione ricca di zuccheri associata a poca attività fisica

- situazioni patologiche: deficit immunitari, diabete mellito

- procedure terapeutiche: terapia antibiotica prolungata, uso di contraccettivi orali (pillola anticoncezionale) o terapie ormonali con alti livelli di estrogeni, terapia con immunosoppressori, corticosteroidi o chemioterapici

- situazioni parafisiologiche: gravidanza

Ma vediamo più in dettaglio cosa accade:

La proliferazione della Candida è favorita da particolari condizioni come gli ambienti umidi e bui, quindi gli abiti (soprattutto la biancheria intima) troppo stretti o fatti di materiali come il nylon che intrappolano il calore e l’umidità potrebbero favorire la comparsa dell’infezione.

Diabete, gravidanza e un’alimentazione troppo ricca di zuccheri, invece, sono caratterizzati da alti livelli di zucchero nel sangue, anche nei vasi sanguigni superficiali dell’area vulvovaginale, e ciò porta ad una maggior fonte di nutrimento per il fungo che prolifera in maniera incontrollata. Il fungo Candida, infatti, appartiene alla famiglia dei Saccaromiceti (Saccharomyces deriva dal latino e significa fungo dello zucchero).

L’uso di antibiotici porta alla riduzione dei Lattobacilli vaginali con conseguente alterazione del pH intimo, e ciò offre al fungo Candida albicans l’opportunità di riprodursi, cosa che può poi portare ad un’infezione vaginale micotica. Gli antibiotici infatti sono il principale nemico della microflora, non solo intestinale ma anche vaginale.

Poiché la Candida albicans risiede normalmente nell’intestino, nel cavo orale e nella vagina di individui sani, non si tratta solitamente di una condizione contagiosa. Tuttavia, in caso di proliferazione eccessiva del fungo e quindi di manifestazioni cliniche evidenti, è possibile la trasmissione per via sessuale al partner, ma anche attraverso l’uso condiviso di asciugamani usati da una persona infetta.

Nonostante la possibilità di contagio tra partner sessuali, di norma l’infezione non è considerata una malattia a trasmissione sessuale. Infatti anche donne non sessualmente attive possono avere infezioni micotiche.

Ciò non toglie che l’infezione può trasmettersi attraverso i rapporti sessuali, sia con uomini che con donne, infatti l’infezione da Candida può interessare anche i genitali maschili, e in questo caso può essere asintomatica (priva di sintomi) o può manifestarsi con la comparsa di rossore, prurito, bruciore e piccole piaghe.

Per questo motivo il trattamento farmacologico va effettuato da entrambi i partner, altrimenti l’infezione rischia di ritrasmettersi fra i due membri della coppia generando il cosiddetto effetto “ping-pong”.

RIMEDI

Se riscontri alcuni dei sintomi caratteristici che riconducono a una possibile diagnosi di infezione da Candida, fatti visitare dal medico, in modo da avere la diagnosi certa di candidosi e la terapia adeguata; e se si dovesse ripresentare in futuro, sarai in grado di riconoscere i tuoi sintomi e potrai anche trattarla da sola con l’uso di farmaci di automedicazione (medicinali da banco), magari chiedendo consiglio al farmacista.

Ma ricorda che è necessario contattare il medico nel caso i sintomi persistano anche al termine della terapia o siano molto severi.

Il trattamento dell’infezione è a base di antimicotici della classe degli azoli (clotrimazolo, miconazolo, econazolo), ma occorrono dei giorni per curare la candida e non avvertire più i sintomi, compreso il più fastidioso, ovvero il prurito intimo. Fortunatamente, invece di aspettare che la terapia faccia effetto, è possibile calmare il prurito immediatamente con l’uso di creme anestetiche, ad esempio a base di Lidocaina, per uso topico.

È molto importante seguire attentamente le indicazioni riportate nei foglietti illustrativi dei farmaci di automedicazione o, quando prescritte, le indicazioni del ginecologo, ed è molto importante non abusare o fare un cattivo uso degli antimicotici da banco poiché, così come per gli antibiotici, c’è il rischio di inefficacia a causa dello sviluppano di resistenza ai farmaci da parte di alcuni ceppi del fungo, rendendo sempre più difficile la terapia di alcune infezioni.

Inoltre è opportuno precisare che i derivati azolici non sono fungicidi (non uccidono il fungo), ma sono di tipo fungostatico, ovvero bloccano la replicazione del micete permettendo così al sistema immunitario di intervenire e combattere l’infezione. Pertanto, il disturbo può essere estremamente difficile da controllare e può recidivare dopo l'interruzione della terapia.

È da segnalare che gli antimicotici topici possono interferire con alcuni metodi contraccettivi, quali preservativo e diaframma, con il rischio non solo di trasmissione della candida vaginale, ma anche di una gravidanza non ricercata.

Per finire, è opportuno indicare che il trattamento della candida non prevede solo la terapia farmacologica, ma anche l’astensione temporanea dall’attività sessuale e un’attenzione particolare a una corretta igiene personale e a un’alimentazione a ridotto contenuto di zuccheri.