Igiene intima: cos’è e come prendersene cura

La pelle è un organo vivente, che respira, assorbe, reagisce e comunica con l’esterno. Lo strato più superficiale (strato corneo dell’epidermide) è quello che sbarra la strada a batteri, polveri, sostanze chimiche e radiazioni.

Scopo della detersione intima è rimuovere l’insieme di polvere, secrezioni organiche (sebo e sudore) e microrganismi che si depositano sulla pelle, prevenendo così anche l’instaurarsi di alcune infezioni batteriche o micotiche, senza alterare la pellicola di rivestimento chiamata film idrolipidico, ovvero il mantello formato da acqua e grassi che protegge, idrata e sterilizza l’epidermide.

Inoltre, l’apparato genitale femminile è dotato di un delicato ecosistema di microrganismi, chiamato flora batterica vaginale, che rappresenta una barriera in grado di contrastare la proliferazione dei microrganismi potenzialmente patogeni presenti normalmente sulla mucosa vaginale e sulla pelle limitrofa.

A causa della sua conformazione anatomica e per la sua vicinanza all’orifizio anale, l’ambiente vaginale è frequentemente esposto all’aggressione di vari microrganismi. Per questo assume una rilevante importanza una corretta igiene intima.

Normalmente bisogna effettuare due lavaggi quotidiani, uno la mattina ed uno la sera, aumentandoli durante il periodo mestruale, dopo l’attività fisica o quando fa troppo caldo. La corretta tecnica di lavaggio consiste nel detergere, risciacquare ed asciugare l’area intima in direzione antero-posteriore cioè partendo dalla vulva verso l’ano, per evitare che i batteri intestinali entrino in contatto con la vagina o con le vie urinarie.

È importante sapere che la vagina è un'area del corpo capace di pulirsi da sé, infatti le ghiandole della cervice sono responsabili della naturale lubrificazione che permette anche di mantenere la vagina pulita. Inoltre, in alcune circostanze (ad esempio nei giorni precedenti l’arrivo delle mestruazioni), le perdite possono diventare più abbondanti. Tali perdite, quindi, non devono essere eliminate a tutti i costi attraverso un’igiene intima femminile più aggressiva, ma è sufficiente detergere i genitali esterni (vulva) con acqua e un adeguato detergente intimo.

I detergenti intimi devono essere in grado di eliminare lo sporco senza però alterare la flora cutanea residente, il livello di acidità cutanea e il mantello idrolipidico di superficie. Il prodotto va scelto innanzitutto prestando attenzione al valore del pH in modo da non alterare l’ecosistema della mucosa vaginale. Si può considerare “ideale” un detergente intimo con pH compreso tra 4.5 e 5, in grado di detergere sfruttando le proprie caratteristiche di affinità con la struttura cutanea dell’area intima.

Invece, detergenti troppo aggressivi o con un pH non adeguato, una detersione troppo frequente e l’uso di detersivi per vestiti con sostanze irritanti, soprattutto se usati a dosi elevate e non ben risciacquati, sono in grado di causare l’esfoliazione eccessiva delle cellule della cute vulvare. Questo provoca l’alterazione del film idrolipidico, determinando un indebolimento della funzione barriera protettiva, e l’alterazione dell’equilibrio fisiologico fra la popolazione di batteri presenti nella flora batterica vaginale, esponendo l’area intima a rischi come irritazioni, infiammazioni e infezioni. Sono sconsigliate anche le lavande vaginali, che potrebbero alterare la microflora locale esponendo la vagina ad un aumentato rischio di infezione o contribuendo ad aggravare quelle già esistenti.